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Scuola digitale: cos’è e come mai è ancora tanto lontana

Il lockdown ha dimostrato che l’istruzione virtuale può avvenire, dando ottimi risultati, senza abbandonare alunni e famiglie. In un contatto veloce, interattivo e anche più semplice tramite l’impiego di computer, Tablet e App per dispositivi mobili. Praticamente si è avuta una prova tangibile di come la scuola digitale sia d’aiuto. Ma cosa significa, precisamente, Scuola digitale e come mai è ancora tanto lontana? Scopriamo di più.

Purtroppo, quello che si è affrontato nei mesi passati, tra mille difficoltà per l’ambito scolastico, sembra già essere dimenticato ed è triste vedere la situazione che si profila nei prossimi mesi.

Facciamo un passo indietro

Prima di continuare facciamo un passo indietro, fino al 2007. In questo 2007 si stava iniziando a studiare una guideline in dm, cioè delle “linee guida”, prescritte dal Governo, per il corpo docente e per il programma scolastico da seguire. Inizialmente, si è cercato di fare un cambiamento d’istruzione introducendo le LIM, cioè le lavagne interattive multimediali. Tuttavia, solo nel 2015 c’è stata una vera riforma, concentrata sulla scuola digitale.
La proposta era quella di creare, in combinazione, una classe reale con metodi classici di insegnamento, ad una classe virtuale con l’impiego di nuove tecnologie per il web. Da qui sono nate le basi per la creazione della scuola digitale che ha permesso di avere un programma da evolvere negli anni avvenire.

Il suo primo obiettivo, è…

Lo scopo principale della creazione della scuola digitale è quello di preparare gli alunni al mondo del lavoro, ovviamente attenendosi a delle guideline in dm.
In effetti, la scuola è in continua evoluzione, così come lo studio e le ricerche, che mirano a migliorare l’ambiento scolastico, in previsione di quali saranno le richieste del domani. Negli ultimi 10 anni c’è stato uno “stravolgimento” dei mercati. Sempre più lavori sono eseguiti sfruttano il web ed è proprio qui che ci si può trovare in difficoltà, se non si ha avuta una “preparazione” precedente adeguata. Non basta più essere semplici appassionati d’informatica o autodidatti.
Parlandoci chiaro, oggi anche la richiesta di inviare un curriculum avviene su internet. Il cartaceo è sparito dalle richieste delle PMI e multinazionali, quindi ci si spaventa quando si domanda ai giovanissimi, se sono in grado di usare un computer, dove spesso la risposta è: insomma!

Valutando quali sono le problematiche attuali, ci si deve concentrare e pretendere una scuola digitale che offra:

  • Utilizzo strumenti e nuove tecnologie, affiancati da docenti che approfondiscono l’apprendimento;
  • Creare un’istruzione, che valorizzi le competenze intellettuali degli alunni;
  • Programmazione didattica basata su un programma che cresca insieme agli alunni;
  • Supporto pedagogico a distanza, in caso di necessità.

Supporto pedagogico a distanza

Soffermandoci su quest’ultima voce, vogliamo evidenziare che, proprio il lockdown ha mostrato come, tramite la didattica a distanza, sia stato possibile terminare l’anno scolastico.
Non vogliamo assolutamente dire che la scuola tradizionale debba essere eliminata, la struttura scolastica è, e rimane, molto importante. E’ altrettanto importante, però, introdurre gli studenti all’uso di pc e tablet, eliminando quaderni e fogli di carta, allo studio su e-book, invece di usare i libri di testo.
Tra l’altro, sarebbe bene garantire un facile utilizzo delle piattaforme di e-learning, cioè delle lezioni “elettroniche” eseguite dai docenti, a distanza, senza dimenticarsi di avere una maggiore diffusione dei cloud computing, vale a dire un accesso e un utilizzo di un determinato software.

Lezioni interattive, quali sono i metodi d’insegnamento

La scuola digitale è composta già da due guideline in dm specifiche, vale a dire l’apprendere l’utilizzo delle nuove tecnologie e usufruire di lezioni interattive con cooperazione in videoconferenza.

Il programma da seguire in una scuola digitale:

  • Social reading, lettura effettuata insieme ai membri della propria classe, in videoconferenza;
  • Collaborative learning, supporto da parte dei docenti;
  • Role-play, un gioco di ruolo, per fare interrogazioni;
  • Brainstorming di gruppo, vale a dire confrontarsi e fare lezioni in gruppo, in modo creativo;
  • Flipped classroom, lezioni che si ascoltano in momenti diversi, tramite dei podcast, che sono preparati dagli insegnati.

Qui, notiamo una realtà diversa dalla scuola tradizionale, che è quella di avere un orientamento sullo studente e non sulla classe.
Infatti, sempre tramite le nuove tecnologie, è possibile individuare immediatamente uno studente che rimane indietro nel programma o che ha problemi di apprendimento. Solo che per sostenerlo e correggerlo si andranno ad utilizzare nuovamente i podcast oppure si richiede un supporto agli stessi studenti più “bravi”.
Il cambiamento della scuola digitale, permetterà di avvicinare maggiormente le persone e non di allontanarle, elemento da sottolineare e valorizzare.

Redazione ScuolaPay

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